In Biocontrollo Agricolo

La mosca bianca è uno dei parassiti che causano più danni alle piante di pomodoro in Spagna. Appartiene alla famiglia Aleyrodidae, in cui sono presenti più di 1.500 specie, come ad esempio Bemisia tabaci e Trialeurodes vaporariorum.

Si tratta di insetti omotteri con un apparato boccale pungente e succhiante che si nutrono della linfa delle piante e che possono causare gravi danni a quest’ultima e quindi incidere anche sulla qualità del frutto.

Esaminiamo quindi le informazioni essenziali che dobbiamo conoscere per evitare questa piaga e cerchiamo di minimizzarne i danni:

  • Il ciclo della piaga

Le uova si depositano sul dorso delle foglie e con l’arrivo della primavera e l’aumento delle temperature iniziano a schiudersi. Ne verranno fuori le larve della prima fase. Queste hanno zampe e possono muoversi sulla foglia, ma di solito rimangono fissi sulle zone vicine al luogo di posa delle uova. In seguito alla muta, si generano larve di seconda fase che passano alla terza e quarta fase man mano che crescono.

Alla fine, un adulto con le ali uscirà dalla quarta fase e potrà spostarsi ad altre piante. L’intero processo potrebbe richiedere fino a 30-40 giorni, a seconda delle condizioni ambientali.

  • Che danni provoca?

Possono provocare danni diretti e indiretti significativi:

  • Diretti: Poiché si tratta d’insetti succhiatori, si nutrono della linfa della pianta, indebolendola e impedendole di funzionare normalmente. In questo modo si otterrà una minore quantità di frutta e una qualità inferiore.
  • Indiretti: Essendo in grado di spostarsi tra le diverse piante, possono trasmettere malattie come il virus dell’accartocciamento fogliare giallo del pomodoro (TYLCV), il clorosi virale del pomodoro (ToCV) o la maturazione irregolare del pomodoro (TIR).

Possono anche causare danni con le melasse che secernono, poiché favoriscono lo sviluppo di funghi (come la moretta) e batteri sulla pianta e nel frutto.

  • Come possiamo rilevarli?

Come abbiamo accennato prima, la mosca bianca è un insetto succhiatore e, quindi, la troviamo sul dorso delle foglie perché è lì che si nutre più facilmente, poiché è lì che si trovano gli stomi che effettuano lo scambio gassoso della pianta e la parete cellulare è più sottile.

  • Come li affrontiamo?

La cosa principale sarà sempre la prevenzione e la corretta gestione del nostro lotto. Alcuni consigli utili sarebbero:

  • Mantenere un’adeguata innaffiatura in base alle condizioni climatiche.
  • Evitare l’eccesso di concime.
  • Favorire la biodiversità del lotto/serra e permettere così la comparsa di predatori naturali.

Un aspetto essenziale sarà osservare il dorso delle foglie ogni pochi giorni per individuarne la comparsa il prima possibile.

Se, nonostante queste misure, la popolazione della mosca bianca dovesse essere fuori controllo, dobbiamo ricorrere a un trattamento specifico.

Noi di Idai Nature, in qualità di esperti di biocontrollo, proponiamo l’uso di OROCIDE (n. di registrazione ES-00867) come soluzione naturale, formulato a partire dall’olio d’arancia, per la sua efficacia contro questa piaga e perché non crea resistenze.

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