In Biocontrollo Agricolo

Gli afidi sono una piaga molto comune nella lattuga, che può manifestarsi in diversi generi e specie e può causare di tutto, da danni estetici, come macchie e deformazioni, a danni più gravi alla pianta per il fatto che si nutrono della sua linfa e la indeboliscono. Entrambi i fattori portano a una perdita di qualità del prodotto e, quindi, del prezzo che ne deriva.

Ripercorriamo i punti essenziali che dobbiamo conoscere per evitare la piaga o almeno minimizzarne i danni:

  • Ciclo annuale della piaga:

All’inizio della primavera e con l’aumento della temperatura le uova iniziano a schiudersi. Ne fuoriescono femmine prive di ali (attere) e che si riproducono senza bisogno di un maschio per fecondarle (partenogenesi). Una femmina singola può produrre più di 150 esemplari, che possono nascere con o senza ali. Quelli senza ali si nutrono della pianta in cui sono nati e gli altri migrano verso le piante vicine.

Quando le temperature si abbassano, e si avvicina l’inverno, si crea una generazione, con riproduzione sessuale tra maschi e femmine (anfigonica), che produce le uova che andranno in letargo fino alla primavera successiva.

 

  • Perché questa piaga è così dannosa?

I nuovi esemplari impiegano una settimana per maturare ed essere in grado di riprodursi, quindi la loro velocità di diffusione è molto elevata ed è molto importante individuarla in tempo per evitare grandi danni.

Possono causare danni di due tipi:

  • Diretti: causati dalle gallerie che costruiscono le larve all’interno delle foglie e da punture e suzioni dei tessuti, come le foglie e i giovani germogli, prodotti dagli adulti.
  • Indiretti: causati dalla trasmissione di malattie tra piante che sono state attaccate dallo stesso individuo, dalle melasse che secernono perché favoriscono la diffusione di funghi e batteri e dalle malattie che la pianta acquisisce perché non può farvi fronte in quanto indebolita.

 

  • Come possiamo rilevare la presenza di afidi sulla nostra pianta?

Poiché sono insetti succhiatori, possiamo facilmente localizzarli sul dorso della foglia (parte inferiore), perché è lì che la parete cellulare è più sottile ed è più facile per loro nutrirsi.

  • Come lo affrontiamo?

Come sempre, la nostra migliore arma sarà la prevenzione:

– Importante: eliminare le erbacce per evitare che gli afidi vi si rifuggano e successivamente colonizzare la nostra coltura.

– Uso di piante aromatiche come repellenti naturali.

– Preparare e proteggere il substrato fornendo un’adeguata innaffiatura ed evitando un eccesso di concime.

– Aumentare il più possibile la biodiversità del nostro lotto, favorendo la comparsa di predatori di afidi come le coccinelle.

Dobbiamo osservare frequentemente le foglie per individuare la piaga il più presto possibile e, se tutto ciò che abbiamo implementato non è stato sufficiente, dobbiamo usare la strategia di biocontrollo più appropriata per eliminare la piaga.

Chiedi informazioni: belen.torregrosa@idainature.rovensa.com

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