10 conclusioni sui meccanismi di azione dei biostimolanti

9 novembre, 2018 Noticias No Comments

La giornata iniziò con la conferenza del Dott. Patrick Du Jardin, uno degli scientifici più importanti a livello mondiale nel campo della biostimolazione.

La Cattedra Bioinsetticidi Idai Nature-UPV ha organizzato una giornata con relatori di alto livello con l’obiettivo di approfondire i meccanismi fisiologici e il metabolismo subagente attraverso i quali i biostimolanti permettono incrementare la loro tolleranza a situazioni di stress abiotico, favorendo così il loro sviluppo.

Queste sono le 10 principali conclusioni:

1. All’inizio i biostimolanti furono definiti come prodotti applicati alle piante per aumentare la resa e la qualità della coltura, non considerando come funzione principale né la somministrazione di nutrienti (come fertilizzanti) né la protezione delle piante da patogeni e piaghe (come prodotti di protezione).

2. I Biostimolanti sono di diversa natura:
a. Sostanze (Sostanza umica, estratto di piante, proteine idrolizzate ed amminoacidi, chitosano ed altri polisaccaridi e composti inorganici)
b. Microorganismi (Batteri e funghi)

3. Nella bozza dei prodotti fertilizzanti della CE, regolata dalla UE, si definisce il concetto di ‘Biostimolante” come segue:
“Il Biostimolante é un prodotto che stimola i processi di nutrizione delle piante indipendentemente dal contenuto dei nutrienti del prodotto; il cui unico obiettivo é di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della sua rizosfera:
a. Efficienza nell’uso dei nutrienti (NUE).
b. Tolleranza allo stress abiotico.
c. Caratteristiche di qualità.”

4. Efficienza nell’uso di nutrienti. I biostimolanti possono aumentarli attraverso la crescita delle radici, la solubilizzazione dei nutrienti e il soro apporto, e la traslocazione e distribuzione dei medesimi, modificando la capacità foto-sintetica, la tolleranza allo stress, ecc.

5. Tolleranza allo stress abiotico, il suo meccanismo di azione può agire in 3 momenti diversi:
a. si produce prima dello stress (attivazione del sistema ‘priming’)
b. durante lo stress
c. dopo lo stress (recupero).
Ci si aspetta un aumento della resa quando le piante sperimentano stress e non si aspetta nessuna diminuzione della resa in assenza di detto stress.

6. Caratteristiche di qualità, le quali si presenteranno in pre e post raccolto, o attraverso la regolazione del metabolismo primario e secondario.

7.Le principali sfide che dovranno affrontare i biostimolanti sono nel campo:
a. Scientifico: comprensione dei meccanismi di azione dei biostimolanti, la loro interazione con la pianta e con altri fattori ambientali. Inoltre è necessario risolvere le differenze tra i dati di laboratorio e quelli sul campo.
b. Tecnico: garantire l’efficacia dei campi d’azione e sviluppare una gestione adeguata insieme agli agricoltori, inserendo i biostimolanti in un quadro di “agricoltura di precisione”.
c. Normativo: creare una regolazione coerente basata nella scienza che faciliti l’accesso al mercato e garantisca l’efficacia e la sicurezza dei prodotti.

8. I biostimolanti sono attivatori dei processi fisiologici delle piante, però si ha bisogno ancora di approfondire la loro conoscenza per attribuirgli l’importanza che merita all’interno del mercato.

9. Le micorrize offrono i seguenti benefici:
a. Favoriscono la captazione dei nutrienti minerali del suolo (P).
b. Aumentano la tolleranza a stress biotici e abiotici.
c. Favoriscono il movimento dei nutrienti.
d. Migliorano le proprietà fisico- chimiche del suolo.
e. Migliorano il radicamento e l’assestamento delle piante.
f. Favoriscono la diversità delle comunità vegetali.

10. Le micorrize sono elementi fondamentali per potenziare la resistenza delle piante contro stress prodotti dal cambio climatico: siccità, temperatura, salinità, inquinamento, deficit di nutrienti, malattie e piaghe